Pesci

Elena Ciarrocchi ama definirsi artigiana più che artista. Il suo lavoro quotidiano è infatti legato al ricamo dei paramenti sacri, un ambito che appartiene pienamente alla tradizione dell’artigianato e che richiede una perizia tecnica estrema, pazienza, rigore e una profonda conoscenza dei materiali. Tuttavia, le opere presentate in questa mostra sono lavori realizzati nel tempo libero, lontani dalla committenza e dalla funzione liturgica, ma non per questo meno esigenti o meno intensi. Anche qui ago e filo restano gli strumenti fondamentali, ma il ricamo si libera dal suo uso tradizionale e diventa linguaggio espressivo autonomo conservando la stessa disciplina del gesto, la stessa attenzione assoluta alla materia. Qui il ricamo non illustra: costruisce. Non racconta concetti, ma li incarna nel fare.

In un’epoca, dal Novecento in poi, in cui l’arte ha progressivamente privilegiato l’aspetto concettuale e il pensiero che genera l’opera stessa, spesso a scapito della manualità, il lavoro di Elena Ciarrocchi compie un gesto controcorrente. Qui la mano non è un semplice mezzo, ma il cuore stesso dell’opera. La perizia tecnica, il tempo lungo dell’esecuzione, la pazienza e la cura non sono elementi neutri né secondari: sono valori in sé, portatori di senso. Quando l’artigianato raggiunge il suo massimo grado di consapevolezza e raffinatezza, si trasformarma in arte, senza bisogno di giustificazioni ulteriori.

I soggetti ricamati sono animali marini: polipi, acciughe, totani. Figure che emergono da fondi scuri, illuminate dai fili d’oro e d’argento che ne definiscono le forme. Il mare, da cui questi animali provengono, è da sempre simbolo di profondità, di abisso, di ciò che sfugge alla piena conoscenza. È luogo dell’origine e del mistero, emblema dell’insondabile. Ogni creatura ricamata sembra una luce che affiora dal buio, un’apparizione silenziosa che porta con sé l’enigma della vita.

Non si può pensare a un pesce senza pensare al mare. E quel mare non è soltanto uno spazio naturale, ma una metafora potente della vita stessa, del suo carattere misterioso. Quel mistero che anche se razionalmente è biologico rimane divino. Il mare di cui siamo fatti, che ci abita ancora, e di cui continuiamo a essere portatori dopo migliaia di anni.

Elena Ciarrocchi dice che si tratta “solo di pesci”. Ma, punto dopo punto, filo dopo filo, ciò che prende forma davanti ai nostri occhi è qualcosa di più profondo: è un paziente ricamo della vita stessa.

L’anciôa